Dott.ssa Minardi psicologa psicoterapeuta a Bologna e Faenza - Ambiti di intervento e disturbi Psicologici

AMBITI DI INTERVENTO E DISTURBI PSICOLOGICI

  • Disturbo di ansia
  • Attacchi di panico
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Fobia sociale
  • Fobie
  • Ipocondria
  • Depressione
  • Disturbo bipolare
  • Anoressia
  • Bulimia
  • Bing Eating Disorder
  • Disturbo da sostanze psicoattive
  • Problemi sessuali
  • Impotenza
  • Disturbi psicotici
  • Disturbi psicosomatici
  • Controllo degli impulsi
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi da traumi o stress prolungati
  • Disturbi del sonno
  • Omosessualità

DISTURBO di ANSIA

"Di regola, ciò che non si vede disturba la mente degli uomini assai più profondamente di ciò che essi vedono"
Giulio Cesare

L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione. Spesso è accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, vertigini, tremore interno. psichiatrici.
L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.
Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

ATTACCO DI PANICO

Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo. L'APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l'attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno.
Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell'ansia che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti.
I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di disturbo di panico e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro attacco di panico. Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire da casa. Il disturbo di panico può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l'individuo ad essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del disturbo di panico è l'agorafobia, ansia riguardo l'essere in una situazione da cui la via d'uscita è difficile o imbarazzante (Craske, 2000; Gorman, 2000). Altre fobie di larga diffusione sono la claustrofobia, ossia la paura dei luoghi e delle situazioni chiuse, e l'ipocondria, la paura di ammalarsi e/o di morire.

FOBIA SOCIALE

Questo disturbo è presente dal 3% al 13% nella popolazione, con incidenza maggiore per il sesso femminile. Caratteristica principale è la paura di agire di fronte agli altri per imbarazzo o umiliazione nel ricevere giudizi inadeguati. Questa paura rischia di portare il soggetto ad evitare tutte le situazioni sociali che si trova a dover affrontare per timore di sbagliare e di venire mal giudicati. Le situazioni peggiori sono quelle nelle quali ci si trova a dover affrontare qualcosa di fronte ad altre persone, come esporre una relazione, o anche solamente firmare, telefonare o mangiare, o entrare in una sala dove ci sono già persone sedute o parlare con un amico.
Queste persone hanno costante la paura di apparire ansiose e mostrare segni di imbarazzo e paura come diventare rossi in viso, tremare, balbettare, sudare, avere il batticuore, oppure rimanendo in silenzio senza riuscire ad interagire con gli altri. Spesso può capitare al soggetto di porsi un'autoaccusa di fronte a cose che tutti fanno e che lui al contrario vive in maniera tanto disagevole.
La fobia sociale se non viene curata può innescare depressione e cronicizzarsi. Di solito esordisce in età adolescenziale o nella prima età adulta. Distinguiamo due tipi di fobia sociale: quella semplice quando la persona teme solo una o poche tipologie di situazioni come l'incapacità di parlare in pubblico ma non presenta problemi in altre situazioni tipo partecipare a una festa o parlare con uno sconosciuto, e quella generalizzata quando la persona teme tutte o quasi tutte le situazioni sociali.

FOBIA

La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per un qualcosa di esterno che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi è affetto da questo disturbo è sopraffatto dal terrore al pensiero di venire a contatto con ad esempio o un animale innocuo come un ragno, una cavalletta o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere una qualunque e normale azione quotidiana, come prendere l'ascensore o la metropolitana. Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle.
I sintomi fisiologici dell'ansia da fobia si presentano come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza, si desidera solamente fuggire da quella situazione. Proprio questo meccanismo di fuga se da una parte ci reca sollievo perché fa diminuire la paura, dall'altra ci conferma il pericolo della situazione che abbiamo evitato, e prepara l'evitamento successivo. Questo ingranaggio "malato" reca forte sfiducia nelle proprie risorse e aumenta cronicizzando la reazione fobica, a tal punto da interferire pesantemente con la normale quotidianità, sia sul campo lavorativo o della scuola, o con qualsiasi tipo di attività o di relazione sociale. Il disagio innescato dal sintomo diventa sempre più limitante, la fobia di salire sopra un treno o un aereo, o di percorrere con la propria auto l'autostrada, porta a rinunciare a molti spostamenti, quella degli aghi a poter sottoporsi a controlli medici, l'attraversamento di luoghi ampi o degli spazi aperti, o viceversa di quelli chiusi può essere una forte causa di chiusura alla vita e alle esperienze quotidiane, preferendo la sicurezza dei propri spazi domestici, e via dicendo.


IPOCONDRIA

L'ipocondria è caratterizzata dalla convinzione, o dalla paura, da parte dell'individuo di avere una grave malattia, basandosi su di una errata interpretazione di alcuni segni o sintomi fisici. Prima indagine deve essere compiuta attraverso una seria di esami medici che escludano ogni tipo di riscontro fisiologico. Questa patologia è caratterizzata dalla persistente convinzione da parte del paziente di avere una malattia nonostante le rassicurazioni mediche e gli esami fatti e risultati negativi. Le preoccupazioni possono essere di vario genere, e riguardare le funzioni corporee, come il battito cardiaco o la respirazione, una ferita o un semplice raffreddore, oppure sensazioni fisiche come sentirsi il cuore affaticato, o piccoli intensi dolori che possono diventare causa di mali incurabili. Il soggetto attribuisce questi sintomi o segnali corporei alla malattia che si suppone di avere ed è enormemente preoccupato per il loro significato e la loro causa. Queste preoccupazioni possono riguardare diversi apparati, in momenti diversi o nello stesso tempo.
Può presentarsi anche la paura di avere un problema ad un organo specifico o avere una singola malattia, come il terrore di avere una patologia cardiaca. Ripetute visite e accertamenti medici non risolvono la convinzione di essere affetti da qualcosa di veramente preoccupante, e di conseguenza no si riesce a bloccare il terrore e la paura di avere qualcosa di inguaribile. Soggetti affetti da ipocondria possono spaventarsi se vengono a sapere o sentono parlare di qualcuno ammalato, o osservando ripetutamente il proprio corpo trovando qualcosa che per loro può essere serio motivo di forte preoccupazione. Questi pensieri diventano per il paziente fonte di grosse preoccupazioni, spesso è il pensiero dominante del suo quotidiano, argomento di conversazione costante e risposta agli stress della vita.


DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

Il disturbo ossessivo compulsivo si caratterizza con pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che innescano allarme o paura e che portano la persona ad attuare comportamenti ripetitivi o azioni mentali. Sintomo caratterizzato da ossessioni e compulsioni. La maggioranza di pazienti con questo tipo di disturbo ha entrambi i sintomi, una minima parte ha solo ossessioni o solo compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che vengono avvertiti svariate volte, e sono fuori dal controllo di chi li vive. Questi pensieri sono vissuti come forte disturbo e spesso giudicate dal soggetto come senza alcun senso. Solitamente i pensieri disturbanti sono la preoccupazione dello sporco e dei germi, possono temere di aver causato danni a qualcuno, di poter perdere il controllo e diventare aggressive di fronte a certe situazioni, di aver contratto malattie infettive o di essere omosessuali, anche se spesso riescono loro stessi a riconoscere che ciò non sia realistico. Le ossessioni sono spesso accompagnate da paura, forte disagio, dubbi, sensazione di non aver agito nel modo giusto, e tutti gli sforzi per contrastare ciò non risultano efficaci, o perlomeno solo momentaneamente.
Le compulsioni del disturbo ossessivo compulsivo sono comportamenti che si ripetono, rituali o cerimoniali, come ad esempio il lavarsi le mani infinite volte, il riordinare eccessivo, il controllare la posizione degli oggetti o che tutto sia sempre come lo vogliamo, a livello mentale insorge la necessità contare innumerevoli volte, pregare, ripetere a memoria. Questi meccanismi vengono attuati al fine di ridurre il senso di disagio e l'ansia che provocano i pensieri e gli impulsi tipici delle ossessioni, cercando così di ottenere una sorta di controllo della propria ansia. Spesso tutte le compulsioni che riguardano la pulizia, il lavare, il controllo, l'ordine, il contare, il ripetere e il collezionare diventano vere e proprie regole di comportamento spesso eccessive e disturbanti. Questo disturbo se non curato tende a cronicizzarsi ed aggravarsi sempre di più.


DEPRESSIONE

La depressione è uno dei sintomi più diffusi, dalle statistiche ne soffre circa il 10-15% della popolazione, soprattutto di genere femminile. Si stima che circa il 15% degli individui affetti da Disturbo Depressivo grave muore per suicidio. I disturbi che possono essere presenti contemporaneamente alla depressione sono quelli correlati ad Abuso di Sostanze, Attacchi di Panico, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Disturbo Borderlaine di Personalità.
Questa sintomatologia è presente cira il doppio nelle femmine adolescenti e adulte che nei maschi sempre anch'essi adolescenti e adulti. Nei bambini maschi e femmine prepuberi l'incidenza è la medesima. Il Disturbo Depressivo esordisce in una fascia di età media attorno ai 25 anni, può capitare che si verifichino episodi di depressione singoli, intervallati da molti anni senza alcun sintomo, mentre altre condizioni in cui compaiono gruppi di episodi sempre più frequenti con l'aumentare degli anni.
Svariati fattori contribuiscono all'insorgere degli stati depressivi, fattori psicosociali, familiari, biologici. Gli episodi del Disturbo Depressivo spesso avvengono dopo un grave evento psicosociale stressante, come un lutto, un cambiamento importante di vita, nell'ambito familiare così come nell'ambito lavorativo, l'insorgenza di una grave malattia, cambiamenti amicali, distacchi da posti o persone care.

DISTURBO BIPOLARE

Il Disturbo Bipolare non presenta una percentuale di incidenza alta nella popolazione, si stima che sia presente circa dallo 0.4% all'1,5%. E' comunque un tipo di disturbo molto importante e soprattutto molto invalidante. La caratteristica di suddetta patologia presenta fasi depressive alternate a fasi maniacali. Le prime si presentano con un umore molto basso, una forte tristezza accompagnata alla sensazione che non ci può essere nulla che possa recare piacere. In questi periodi succede anche che il sonno può modificarsi, essere più o meno presente di prima, così come l'appetito o il concentrarsi su una qualsiasi attività. Spesso la disperazione e la sensazione del nulla sono talmente forti che le persone pensano al suicidio.
Le fasi maniacali spesso sono l'esatto contrario di quelle depressive. Sono caratterizzate da umore euforico, da una sensazione di onnipotenza e da un ottimismo eccessivo. Idee e pensieri si rincorrono velocemente nella mente, spesso è impossibile seguirli. Il comportamento è disorganizzato e privo di conclusioni e risultati. La forza e la volontà di azione è spesso irrefrenabile, spesso non si avverte la necessità ne di mangiare, ne di dormire e si rischia di compiere azioni avventate e rischiose.
In altri casi la fase maniacale è caratterizzata da umore disforico, cioè da una sensazione di rabbia e ingiustizia subita, intolleranza, irritabilità, perdendo la capacità di valutare correttamente le proprie azioni.
Le fasi depressive in generale durano più tempo di quelle maniacali, le prime durano all'incirca da qualche settimana a qualche mese, mentre le seconde da una a due settimane. Può capitare che il passaggio da una fase all'altra sia immediato, altre volte vengono intervallate da un periodo di umore normale. Una fase può avere un'insorgenza lenta, oppure veloce e improvvisa.

ANORESSIA NERVOSA

L'Anoressia Nervosa si caratterizza con la presenza di queste sintomatologie: - rilevante perdita di peso (più del 15% di peso considerato normale per età, sesso e altezza). - forte paura di ingrassare anche quando si è sottopeso. - Grave alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme del proprio corpo. - Perdita del ciclo mestruale almeno per tre cicli consecutivi.
Caratteristica dell'anoressia nervosa è il rifiuto del cibo, nonostante ciò è sempre presente una discreta voglia di cibo e sensazione di appetito. Il rifiuto del cibo insorge da una tenace paura di ingrassare e di conseguenza un mirato e attento controllo del cibo. Ai fini di evitare di assumere peso il paziente ricorre a diete ferree, eccessivo esercizio fisico, induzione del vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo. Sono presenti due forme di Anoressia Nervosa: l'Anoressia restrittiva, dove il dimagrimento è dovuto al digiuno e ad una attività fisica intensa, e l'anoressia con bulimia, dove vengono messi in atto comportamenti che assieme al digiuno portano a diminuire il peso corporeo, come il vomito, i diuretici, l'abuso di lassativi.
Queste persone non riescono ad identificare correttamente e in modo adeguato la propria forma fisica, alcuni si percepiscono grassi rispetto a tutto il loro corpo, altri ammettendo la propria magrezza avvertono come troppo grosse alcune parti del corpo, come l'addome, i glutei, le cosce. Spesso ricorrono continuamente a misurazioni corporee come salire in maniera eccessiva sulla bilancia, misurarsi con il metro o controllare le parti percepite "grasse". In queste persone l'accettazione di se e la stima personale sono fortemente influenzate dalla forme fisica e dal peso. La perdita di peso viene considerata come una grossa conquista e sensazione momentanea di benessere, al contrario l'aumento di peso viene vissuto come una frustrante perdita di controllo e quindi forte calo di autostima. Spesso succede che nonostante alcuni pazienti si accorgano della propria eccessiva magrezza, quasi tutti non ammettono le gravi e irreversibili conseguenze fisiche.

BULIMIA NERVOSA

La Bulimia Nervosa presenta le seguenti caratteristiche: -Ricorrenti abbuffate con consumo di grandi quantità di cibo e perdita del controllo sull'atto del mangiare. - Comportamenti compensatori all'atto del mangiare cibo in maniera compulsiva come il ricorrere al vomito autoindotto, l'abuso di lassativi, diuretici, esercizio fisico eccessivamente intenso. Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi almeno due volte alla settimana per tre mesi . - Eccessiva preoccupazione per il proprio peso e per le forme corporee.
Quello che contraddistingue questa patologia è una sorta di circolo vizioso che si instaura partendo da un grave disagio e preoccupazione del proprio peso e delle forme del proprio corpo, a ciò fa seguito l'imporsi di una dieta ferrea che procura fame e perdita di controlllo, di conseguenza l'impulso irrefrenabile dell'abbuffata e vomito autoindotto.
La dieta molto ferrea e l'assoluto autocontrollo sul cibo sono causa principale dell'innesco di ogni abbuffata. L'eccessivo controllo su ciò che si mangia porta inevitabilmente la persona a compiere trasgressioni che vengono vissute nel momento stesso gratificanti e contribuiscono ad annullare una sensazione di vuoto, ma subito dopo il fallimento è gravissimo, e ricorrere al vomito ci porta da una parte una sensazione di sollievo, ma dall'altra una sensazione di svilimento e probabile ricomparsa del desiderio di abbuffata. Queste ultime in una prima fase possono recare piacere perché allentano la tensione del dover seguire in maniera ferrea la dieta, ma con il passare del tempo innescano sensazioni sfunzionanti come la paura di ingrassare, senso di colpa, vergogna, disgusto, che spesso causano l'inizio di nuove abbuffate.

PROBLEMI SESSUALI

Una Disfunzione Sessuale è caratterizzata da un'anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale. Il ciclo di risposta sessuale normale può essere diviso nelle fasi seguenti: -Desiderio. Questa fase consiste in fantasie sull'attività sessuale e nel desiderio di praticare attività sessuale. - Eccitazione. Fase che consiste in una sensazione soggettiva di piacere sessuale e nelle concomitanti modificazioni fisiologiche. Le principali modificazioni del maschio sono la tumescenza del pene e l'erezione. Le principali modificazioni della donna sono la vaso congestione pelvica, la lubrificazione e la dilatazione della vagina, e la tumescenza dei genitali esterni. - Orgasmo. Questa fase consiste in un picco di piacere sessuale, con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi. Nel maschio vi è la sensazione di inevitabilità dell'eiaculazione, seguita dall'emissione di sperma. Nella femmina sono presenti contrazioni, non sempre sentite come tali, della parete del terzo esterno della vagina. - Risoluzione. Fase caratterizzata da una sensazione di rilassamento muscolare e benessere generale. Durante questa fase, i maschi sono fisiologicamente refrattari ad ulteriori erezioni ed orgasmi per un periodo variabile di tempo. Al contrario , le femmine possono essere in grado di rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente.
I disturbi della risposta sessuale possono verificarsi in una o più di questa fasi. In entrambi i sessi i disturbi della fase del desiderio sono il DESIDERIO IPOATTIVO O L'AVVERSIONE SESSUALE. Nell'uomo il disturbo più comune della fase dell'eccitazione è il DISTURBO DELL'EREZIONE (impotenza), mentre nella donna vi è la MANCANZA DI ECCITAZIONE SESSUALE e di lubrificazione.
Nell'uomo il disturbo più comune nella fase dell'orgasmo è l'EIACULAZIONE PRECOCE, anche se esistono uomini che hanno eiaculazione ritardata, impossibile o non piacevole, mentre nella donna è molto comune L'ANORGASMIA o FRIGIDITA' (impossibilità a raggiungere l'orgasmo).
Esistono infine i disturbi da dolore sessuale, ovvero la DISPAREUNIA, sia maschile che femminile, che consiste in un coito doloroso, solitamente dovuto a cause organiche, o il VAGINISMO FEMMINILE, involontaria contrazione della vagina che impedisce la penetrazione.

DISTURBI PSICOTICI

Con disturbo psicotico si intende un disturbo psichiatrico grave caratterizzato da un distacco dall'ambiente che lo circonda , da forti difficoltà ad intraprendere delle attività e a provare sentimenti autentici nei confronti delle altre persone. Vi è la presenza di una grave alterazione dell'equilibrio psichico dell'individuo con compromissione dell'esame di realtà e disturbi formali del pensiero. Tali disturbi hanno come caratteristica predominante i sintomi psicotici raggruppabili in: -Disturbi di forma del pensiero: alterazioni del flusso ideico, fino alla fuga delle idee e all'incoerenza, alterazione dei nessi associativi. -Disturbi di contenuto del pensiero: ideazione prevalente o delirante. -Disturbi della senso percezione: allucinazioni uditive, visive, olfattive, tattili, gustative.
Una persona che presenta tali sintomi può non essere in grado di affrontare i suoi problemi quotidiani perché non riesce a pensare con chiarezza o perché è convinta che qualcosa o qualcuno influenzi i suoi pensieri. Può non avere i ritmi lavorativi di prima, o di non riuscire a parlare con le altre persone. Questi disturbi insorgono nell'adolescenza o nella precoce età adulta, quasi sempre sono il risultato di fattori organici, psicologici e costituzionali. I pricipali disturbi psicotici sono: Schizofrenia, Disturbo delirante, Disturbo schizofreniforme, Disturbo schizoafettivo, Disturbo psicotico breve.


DISTURBI PSICOSOMATICI

La psicosomatica è un ampio campo della patologia che si trova a metà tra la medicina e la psicologia, in quanto si occupa della relazione tra mente e corpo, cioè tra il mondo emozionale ed affettivo e il soma. Più specificamente si occupa di rilevare e capire gli effetti sfunzionanti che la mente produce sul corpo. I disturbi psicosomatici possono essere considerati malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali. I sintomi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo e recano una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress. Le emozioni negative come il risentimento, il rimpianto e la preoccupazione possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l'organismo è in grado di sopportare. I pensieri troppo angosciosi, quindi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di attivazione persistente il quale può provocare dei danni agli organi più deboli.
Disturbi di tipo psicosomatico possono manifestarsi nell'apparato gastrointestinale (gastrite, colite ulcerosa, ulcera peptica), nell'apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmia, cardiopatia ischemica, ipertensione essenziale), nell'apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria), nell'apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi), nel sistema cutaneo (la psoriasi, l'acne, la dermatite atopica, il prurito, l'orticaria, la secchezza della cute e delle mucose, la sudorazione profusa), nel sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva, i crampi muscolari, il torcicollo, la mialgia, l'artrite, i dolori al rachide, la cefalea nucale) e nell'alimentazione.
Sintomi psicosomatici sono comuni nelle varie forme di depressione e in quasi tutti i disturbi d'ansia, ma esistono dei disturbi psicosomatici veri e propri in assenza di altri sintomi di natura psicologica, che rendono più difficile, per il soggetto, imputare il malessere fisico ad un problema psicologico piuttosto che ad un malfunzionamento organico.


DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI

I Disturbi del Controllo degli Impulsi sono una categoria diagnostica riconosciuta solo di recente. Disturbi quali il gioco d'azzardo patologico, la piromania, la cleptomania, il disturbo esplosivo intermittente, la tricotillomania hanno ricevuto adeguato inquadramento diagnostico. Questi tipi di disturbi sono in generale caratterizzati dall'incapacità del soggetto a resistere ad impulso o ad una tentazione impellente. Tale spinta induce il soggetto alla realizzazione di un'azione pericolosa per se stessi e/o gli altri ed è preceduta da una sensazione di crescente tensione ed eccitazione a cui fa seguito piacere, gratificazione, e sollievo. Di solito l'azione è seguita da una sensazione di rimorso, di biasimo personale o senso di colpa. In questo gruppo diagnostico è incluso il gioco d'azzardo patologico (caratterizzato da un comportamento di gioco mal adattivo, ricorrente e persistente); la piromania (contraddistinta dall'abitudine ad appiccare il fuoco per piacere, gratificazione, o alleviamento della tensione); la cleptomania (caratterizzata dalla ricorrente incapacità di resistere all'impulso di rubare oggetti che non hanno utilità personale o valore commerciale); il disturbo esplosivo intermittente (costituito da saltuari episodi di incapacità di resistere ad impulsi aggressivi e che causano e che causano gravi aggressioni o distruzione della proprietà); la tricotillomania (caratterizzata dallo strapparsi ricorrente di capelli o peli per piacere, gratificazione, o alleviamento della tensione e che causa una rilevante perdita di essi). Da ricordare come disturbo di questa categoria anche il Disturbo da Shopping Compulsivo.


DISTURBI DA STRESS

Lo stress è la risposta psicofisica ad un numero di compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti dalla persona come eccessivi. Il processo che innesca lo stress stando agli studi di Hans Selye si compone di tre distinte fasi: La prima la fase di allarme, dove il soggetto segnala l'esubero di doveri e mette in moto risorse per affrontarli, la seconda, fase di resistenza, il soggetto stabilizza le sue condizioni e si adatta al nuovo tenore di richieste. Infine la terza fase di esaurimento dove si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, fisiologici ed emotivi.
La durata dell'evento stressante porta a distinguere lo stress in due categorie: lo stress acuto, si verifica solo una volta e in un lasso di tempo limitato, e lo stress cronico, cioè quando lo stimolo è di lunga durata. Gli stress si distinguono anche per la loro natura, come gli stress benefici, detti eustress,che danno tono e vitalità all'organismo, e stress nocivi detti distress, che possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie.
Lo stress può essere provocato da diverse cause: -Eventi di vita piacevoli e spiacevoli, come un matrimonio, la nascita di un figlio, la morte di una persona cara, il divorzio, il pensionamento, problematiche sessuali. - Cause fisiche come il freddo o il caldo intenso, abuso di fumo e di alcol, gravi limitazioni nei movimenti. - Fattori ambientali quali la mancanza di un'abitazione, ambienti rumorosi. - Malattie organiche come quando il nostro corpo è affetto da una malattia, l'intero organismo nel tentativo di difendersi, si pone in uno stato di tensione che nella stragrande maggioranza dei casi per le scarse difese in grado di apportare, sfocia in una condizione di stress.

DISTURBI DEL SONNO

Si definisce insonnia lo stato in cui una persona percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente, quando cioè il paziente non trae beneficio dal riposo perché dorme troppo poco o dorme male. L'insonnia fa parte dei disturbi dovuti ad alterazioni di ritmo, quantità e qualità del sonno, così come le apnee notturne e le ipersonnie (narcolessia).
Un altro gruppo di disturbi del sonno è quello delle parasonnie, caratterizzate dalla presenza di un evento anomalo o indesiderato nel corso del sonno, o nella fase di passaggio tra la veglia ed il sonno. Fanno parte delle parasonnie il sonnambulismo, il sonniloquio (parlare durante il sonno), gli incubi, l'enuresi (minzione involontaria), il bruxismo (digrignare i denti), la sindrome delle gambe senza riposo (movimenti involontari e prolungati delle gambe, che impediscono l'addormentamento).
L'insonnia si presenta in tanti modi differenti, per classificarla vengono tenuti in considerazione tre parametri, come la sua durata, le possibili cause e la tipologia. - La durata dell'insonnia varia secondo le persone e può subire delle modificazioni nel corso della vita di uno stesso individuo. Può esserci insonnia occasionale, transitoria o cronica. -Le cause dell'insonnia si distinguono in primaria o non organica quando il paziente è sano e non ci sono cause apparenti che giustificano l'insonnia, e secondaria quando è dovuta ad altre malattie fisiche o altri problemi psicologici, come la depressione. - Il tipo di insonnia distinguendo l'insonnia iniziale quando il paziente fatica ad addormentarsi, centrale, quando sono presenti frequenti e sostenuti risvegli notturni, e l'insonnia soggettiva quando si avverte la sensazione di dormire poco e male, nonostante i dati oggettivi dimostrino il contrario e la persona dorma più o meno regolarmente.


DISTURBI DI PERSONALITA'

I Disturbi di Personalità sono caratterizzati dalla presenza esasperata e rigida di alcune caratteristiche di personalità. Quest'ultima è stata definita in molti modi, si può dire in definitiva che sia l'insieme delle caratteristiche , o dei tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade. La personalità può anche essere considerata il modo stabile che ognuno di noi si è costruito, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, di rapportarsi con gli altri e con il mondo. I tratti che compongono ogni personalità rappresentano le caratteristiche del proprio stili di rapporto con gli altri, così esiste per ognuno di noi il tratto della dipendenza dagli altri, o della sospettosità, o della seduzione, oppure quello dell'amor proprio. Nel buon funzionamento questi tratti devono risultare abbastanza flessibili a seconda delle circostanze in cui ci troviamo ad affrontare o siamo coinvolti.
I disturbi della personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di alcuni tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcune persone tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, rendendo così difficile gestire la situazione; altre persone invece tendono ad essere sempre talmente dipendenti dagli altri che non riescono a prendere autonomamente proprie decisioni.
Di solito tali tratti diventano così inconsueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.
I disturbi di personalità sono stati classificati secondo la più diffusa classificazione psicopatologica in tre categorie:


DISTURBI CARATTERIZZATI DAL COMPORTAMENTO BIZZARRO

  • Disturbo paranoide di personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
  • Disturbo schizoide do personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.
  • Disturbo schizotipico di personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un'assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.

DISTURBI CARATTERIZZATI DA UN'ALTA EMOTIVITA'

  • Disturbo borderline di personalità: di solito chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell'idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
  • Disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare l'attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
  • Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi migliore di tutti, a ricercare l'ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l'importanza che si attribuisce.
  • Disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.


DISTURBI CARATTERIZZATI DA UNA FORTE ANSIETA'

  • Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi di non approvazione degli altri, presentando una forte timidezza.
  • Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
  • Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo e alla precisione, una forte preoccupazione per l'ordine e per il controllo di ciò che accade.


OMOSESSUALITA'

Per omosessualità si intende il comportamento o l'attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò ancora non esiste ancora uno studio scientifico o un'ipotesi ufficiale che possa spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un'altra eterosessuale. Purtroppo la società in cui spesso la persona omosessuale vive, è ancora fortemente omofobica ed eterosessista, questo spesso è causa di sensazioni di diversità e di sofferenza emotiva da parte di gay e lesbiche che vengono spinti verso l'isolamento sociale e impediti di vivere le proprie emozioni sotto la luce del sole.