Dott.ssa Minardi psicologa psicoterapeuta a Bologna e Faenza - Terapie praticate

TERAPIE PRATICATE

  • PSICOTERAPIA INDIVIDUALE
  • INFANZIA E ADOLESCENZA
  • SUPPORTO GENITORIALE
  • PSICOTERAPIA DI COPPIA
  • PSICOTERAPIA FAMILIARE
  • EMDR

PSICOTERAPIA INDIVIDUALE
Che cosa porta alla sofferenza psichica? Che cosa si innesca dentro di noi quando viviamo con un sintomo o un disturbo? Quanto questa sensazioni distolgono la nostra attenzione e le nostre energie dal percorso che vogliamo intraprendere? Per ciascuno di noi, in qualche momento particolare della vita si innescano queste domande, e spesso purtroppo viviamo stati di malessere tanto intensi da perdere la capacità di fornirci delle risposte. La psicoterapia deve aiutare le persone che si sono smarrite a ritrovare il proprio sentiero, ritrovare serenità ed equilibrio interiore, riordinare gli strumenti e farli propri senza più smarrire la strada.
Il pensiero spesso assume forme distorte e parziali, porta cosi la nostra persona a vivere disarmonia e malesseri gravi, fa distogliere il nostro sguardo da ciò che di bello e importante ci appartiene, e che è dentro di noi.
Psicoterapeuta e paziente devono assieme riportare uno stato di equilibrio e di quiete consapevole, assieme ricomporre ciò che si è interrotto durante il percorso di vita e che ha innescato un sintomo o un disagio.
Quando stiamo male ci sentiamo smarriti e soli, sentiamo una sofferenza che ci isola e ci separa dall'armonia di ciò che ci circonda. Riappropriarci di una nuova consapevolezza e riuscire a recuperare la strada della guarigione è ciò che si prefiggerà il percorso terapeutico.
Scoprire quante potenzialità possiamo essere in grado di sfruttare senza alcuna paura sarà un traguardo di liberazione e congiungimento alla funzionalità di essere umano!
Scopo della psicoterapia inoltre sarà quello dell'individuazione del problema e attivazione delle risorse personali al fine di ristabilire serenità ed equilibrio.

TERAPIA DI COPPIA
L'attenzione su questo tipo di intervento psicoterapeutico è centrata sulla coppia. Durante il nostro percorso di vita individuale si verificano dei cambiamenti, questi cambiamenti combinati con quelli del partner spesso causano momenti di difficoltà e instabilità dello stare assieme. Le difficoltà incontrate possono essere di diverso tipo, a seconda della fase del ciclo vitale della coppia/famiglia; nascita dei figli, momento di allontanamento da parte di uno dei due componenti, problemi nella sfera sessuale, difficoltà di comunicazione, divergenze sulle modalità genitoriali, conflitti, tradimenti.
La terapia per la coppia ha come obbiettivi quello di individuare il percorso di ognuno dei due singoli individui e successivamente lavorare su quelli che sono stati i cambiamenti e le cause di crisi per riportare una nuova sincronicità e risoluzione dei problemi. Attraverso il dialogo e l'imparare ad ascoltarsi reciproco le due parti ritrovano soluzioni e nuove aperture che daranno luce e serenità allo scambio reciproco e quindi alla felicità del donarsi.

INFANZIA E ADOLESCENZA
Periodo della vita nel quale spesso insorgono e si innescano grosse difficoltà di vita individuali e relazionali. Fase di crescita nella quale c'è la possibilità di innescare dinamiche sfunzionanti di come percepire la realtà, e quindi di condividerla con chi ci sta accanto. Troppo spesso perché influenzati dall'ambiente esterno, dal sociale o da dinamiche che non si riescono a collocare nella giusta dimensione.
Ecco che la psicoterapia si rivolge al bambino e all'adolescente, ma anche alla famiglia e all'intero sistema. Il percorso tratterà la presa in carico individuale, affiancata da una valutazione riguardante le singole dinamiche familiari, ai fini di ripristinare una coesione e un adeguato andamento di vita del paziente e della sua famiglia.
L'essere genitori spesso porta il singolo individuo ad una prova di vita per se e per il proprio figlio. Spesso non si riesce ad innescare quell'appropriato e funzionante scambio di due mondi separati ma roteanti sull'identico asse. Il percorso di terapia ha come obbiettivo il rendere consapevole e attivo il cammino di crescita che dobbiamo costruire con i nostri figli. Sostenere e rafforzare le competenze di ogni singolo genitore, soprattutto dove esiste un momento di crisi personale o familiare come una separazione, un lutto, una malattia o un incidente.
Lavorare sul sistema comunicativo e di scambio reciproco nel rapporto genitore-figli.
Quali disturbi specifici possiamo riscontrare nei nostri figli?

  • Disturbo da deficit d'attenzione, iperattività, comportamento dirompente, disturbo oppositivo, provocatorio, disturbo della condotta.
  • Disturbo di ansia: da separazione, generalizzata
  • Fobia: scolare, sociale, monosintomatica
  • Disturbo del sonno
  • Disturbo dell'alimentazione
  • Disturbi dell'evacuazione: enuresi ed encopresi
  • Depressione
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Mutismo selettivo
  • Difficoltà emotive e/o comportamentali
  • Disagio giovanile: isolamento sociale, apatia, demotivazione, bullismo

TERAPIA FAMILIARE
La terapia familiare si basa su di un lavoro da effettuare con i singoli membri che compongono un nucleo familiare. Secondo tale approccio i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione.
La famiglia, intesa come sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo e delle persone che ne fanno parte. I conflitti che tendono a disgregare il sistema-famiglia creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo; egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé.
Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l'esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.
La terapia familiare interviene attraverso varie tecniche di lavoro sulle famiglie operando su 4 livelli principali di osservazione:

  • La storia trigenerazionale della famiglia (nonni, genitori, figli)
  • L'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia
  • La funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia
  • La fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo. (Ciclo vitale: rappresenta una tappa delle varie fasi evolutive attraversate da un sistema-famiglia; come ad esempio dell'uscita da casa dei figli a seguito del matrimonio, del decesso di un genitore o dalla nascita di un figlio etc; questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi, e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali)


TECNICA TERAPEUTICA CON METODO EMDR


Il tempo non guarisce tutte le ferite.
Anzi, se l’evento traumatico nono viene adeguatamente rielaborato, il trascorrere del tempo ne “congela” il ricordo nel cervello, generando reazioni automatiche di sofferenza e disagio. Lo sa bene chi, anche dopo molti anni, continua a provare la stessa rabbia, lo stesso identico dolore o rancore, come se il tempo non fosse mai passato.

Quindi fondamentalmente in tutto ciò che abbiamo imparato crescendo c’è qualcosa di vero, ma anche qualcosa che non lo è, così come in tutte le esperienze vissute durante l’infanzia. Spesso da piccoli non siamo in grado di fare le dovute distinzioni: di conseguenza quelli che consideriamo fatti reali, come crederci inferiori agli altri per via delle angherie o del rifiuto subiti o ritenendoci responsabili del divorzio dei genitori, non sono altro che percezioni errate. Tuttavia gli effetti di queste esperienze possono presentarsi automaticamente per il resto della vita, al di là del nostro controllo cosciente. Ogni esperienza vissuta è diventata un elemento chiave del nostro mondo interiore, per cui governa le nostre reazioni a tutti gli eventi che ci capitano e a tutte le persone che incontriamo.

Quando “impariamo” qualcosa, l’esperienza viene fisicamente immagazzinata all’interno di reti cerebrali chiamate “neuroni”. La mente inconscia è materialmente formata da queste reti, che determinano il modo in cui il cervello interpreta il mondo circostante e regolano di momento in momento i nostri stati d’animo.

Tra questi ricordi ci sono esperienze che hanno avuto luogo molti anni addietro e spesso la mente cosciente è del tutto inconsapevole dell’impatto che hanno avuto su di noi. Ma, visto che i ricordi sono immagazzinati fisicamente nel cervello, possono saltare fuori all’improvviso, al di fuori del nostro controllo, influenzando il nostro modo di interpretare ogni nuova situazione. Possono farci sentire poco attraenti anche se non è vero, depressi, quando tutti quelli che ci circondano sono felici. Possono gettarci nella disperazione se veniamo lasciati da qualcuno, anche se a livello cosciente sappiamo che si tratta di una persona che non amiamo più e continuare la relazione sarebbe uno sbaglio.

Fondamentalmente, molti dei sentimenti e delle azioni che minano la nostra felicità sono sintomi derivanti da questo sistema di ricordi che costituisce l’inconscio.

Secondo il modello EMDR le esperienze traumatiche possono arrivare a sopraffare il sistema di elaborazione adattiva dell’informazione, non consentendogli di fare i collegamenti interni necessari per giungere a una risoluzione interna della esperienza stessa.

L’EMDR considera e valuta tutti gli aspetti di un’esperienza stressante o traumatica, cognitivi, emotivi, comportamentali e neurofisiologici, utilizzando i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale allo scopo di ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio migliorando così la comunicazione tra gli emisferi cerebrali. La patologia viene in questo approccio considerata come informazione immagazzinata in modo non funzionale, mentre la salute mentale è definita come un equilibrio tra ricordi positivi, da un lato, ed esperienza negativa correttamente rielaborate, dall’altro. L’attivazione del sistema di elaborazione delle informazioni presente nel cervello consente di “dirigere” i vecchi ricordi. Si impara così a dare significato a ciò che è utile, dopo di che il ricordo viene immagazzinato in un modo da non nuocere più.

Indipendentemente dal numero di ricordi in gioco, la caratteristica fondamentale di questa terapia è che il suo modo di accedere alla mente “inconscia” fa si che nel corso delle sedute di rielaborazione le intuizioni, le connessioni e il cambiamento avvengono rapidamente.

Modificare i ricordi che hanno plasmato il nostro modo di vedere noi stessi modificherà anche il modo in cui vediamo gli altri. Di conseguenza, le nostre relazioni, il rendimento lavorativo, ciò che siamo disposti a fare o a cui siamo in grado di resistere, tutto si muoverà in una direzione positiva.

Nella terapia EMDR tutto il lavoro viene svolto nell’ambito delle sedute di trattamento. Al paziente non viene chiesto di descrivere il ricordo nei dettagli, ne gli vengono assegnati compiti a casa.

E’ il terapeuta che accede al ricordo disturbante, fa partire il sistema cerebrale di elaborazione delle informazioni, guida la procedura e monitorizza gli effetti. A seguito dell’elaborazione EMDR, nel corso della seduta possono essere rapidamente istituite connessioni interne, che si manifestano in cambiamenti positivi delle emozioni, intuizioni, nuovi ricordi e una migliore comprensione dei problemi della vita.    


  • Attuo il metodo di rilassamento tramite ipnosi o training autogeno